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Mah boh! e il Festival della salute a Montecatini

In occasione del Festival della Salute, il gruppo di operatori Arca, affidati al Mah boh! Officina delle possibilità, ha organizzato un evento particolarmente significativo.

Il 27 settembre alle ore 14,00 arriverà a Montecatini MARCO CAVALLO, il famoso cavallo azzurro simbolo del cambiamento e di libertà.

 

Mercoledì 27 settembre ore 15,00 arrivo di Marco Cavallo in città (Montecatini Terme). Un corteo, a ricordo delil 25 febbraio del 1973 condurrà il cavallo dal Municipio all' ingresso dell'area del festival.

 

Giovedì 28 settembre ore 16,00 nella sala loggiato delle terme Tettuccio si terrà un convegno dal titolo: "Il diritto alla salute mentale in un mondo che cambia". Relatore Franco Rotelli, presidente della commissione della salute del Friuli Venezia Giulia. Saranno presenti al dibattito il Dr. Vito D'Anza presidente del forum nazionale salute mentale e il sindaco del comune di Montecatini Terme.

 

Venerdì 29 settembre incontro presso la Sala Consiliare del comune di Montecatini con classi del triennio del liceo Lorenzini di Pescia. Si parlerà de "LA DISTRUZIONE DEL MANICOMIO. IL CAVALLO AZZURRO SIMBOLO DI LIBERTÀ"

 

Sabato 30 settembre incontro presso la sala portoghesi del Tettuccio con le classi IV  del Liceo economico sociale dell'istituto Lorenzini di Pescia. Si parlerà di "LA DISTRUZIONE DEL MANICOMIO. IL CAVALLO AZZURRO SIMBOLO DI LIBERTÀ"

 

 

 

Il Mah boh!, con le sue associazioni, sarà presente nella zona degli stand antistante lo stabilimento termale Tettuccio, vicino alla postazione del Cavallo .

 

CHI È MARCO CAVALLO

Marco Cavallo è la storia della libertà riconquistata dagli internati. È il testimone di una restituzione: diritto di cittadinanza a tutti i cittadini, anche se folli. Testimone di una svolta epocale, il cavallo è l'evidenza della «possibilità» riaffermata contro il destino segnato e ineluttabile della malattia mentale, come di ogni altra condizione umana di oppressione, di fragilità, di limitazione di libertà. Forse è per questo che non ha smesso mai di viaggiare.

Dino Tinta, un paziente del reparto sudici, fu materialmente colui che realizzo il cavallo. Peppe Dell'Acqua racconta che saliva sulla pedana e quando fu pronto il corpo del cavallo, non ci fu verso, Dino volle entrare nella sua pancia. I matti hanno riempito la pancia del cavallo di storie e di desideri: l'orologio che Tinta desiderava più di ogni altra cosa, il porto con le navi e il capitano della giovinezza di Ondina, le tante agognate Marie, il paio di scarpe nuove... Quel 25 febbraio del 1973 un corteo di più di 600 matti attraversò con il cavallo le vie della città dopo che Franco Basaglia aveva abbattuto il muro di cinta del manicomio di Trieste con una panchina di ghisa. Il cavallo era così grande che non riusciva a passare. L'uscita non potè che essere festosa e tuttavia accompagnata da paure profonde. Sembrava che ora veramente fosse possibile tornare ad andare per il mondo ognuno con la sua storia. Da allora sono cominciati i suoi viaggi. Viaggi da cui nascevano e nascono ancora spettacoli, poesie, incontri in cui i singoli contributi e le storie drammatiche da cui nascevano si fondono in una collettività diffusa.